Digressioni sul Buon Web
Alcune citazioni e considerazioni sull'opposizione alla distrazione. Una sorta di mini manifesto...
l rapporto tra @volcanonews.xyz e il mio gemello diverso @phil.eurosky.social allude più a una sorta di suddivisione dei ruoli che a un'effettiva diversità. Il primo è il biglietto da visita. Il secondo è il taccuino per gli appunti. Il primo veste casual. Il secondo veste in tuta da casa, o addirittura in accappatoio e boxer.
Ci ho pensato. Il modo migliore per organizzare il tempo consiste nel considerare la data odierna come quella in cui fare tutto, ma proprio tutto quello che serve. La perfezione del domani si misura in ragione della perfezione del presente.
Ho letto questo interessante apporto di @jesseplusplus.com in materia di (sintetizzo) distrazione cronica nel Web e monetizzazione della (secondo me orrenda) prassi (sociale e mentale) del doomscrolling.

People, Not Feeds - transmissions from the atmosphere
How to move from addictive design to connective design
Ebbene sì, la posizione è interessante, ma snocciola una tesi a mio avviso tanto giusta quanto fuorviante. L'idea, cioè, che sia lo strumento stesso a generare distrazione dilagante e (riassumo) uso catatonico e acritico della grande rete è esatta, ma tende ad attribuire tutta la responsabilità al solo strumento e alle sue logiche chiaramente commerciali.
Ora, a mio avviso può essere anche buono e opportuno puntare su strumenti intrinsecamente progettati per il bene comunicazionale degli utenti. Ma, alla fine della giostra, se gli utenti sono di per sé dei nullafacenti che cercano distrazioni e diversivi, non esiste strumento che tenga, centralizzato o decentralizzato che sia.
In definitiva, no, non è vero che la colpa non è dell'utente, ma dello strumento. La colpa è sempre dell'utente, se l'utente non ha nulla da dire.
Poi, in materia di algoritmo, possiamo come ovvio discutere, e conseguentemente convergere alla migliore applicazione di tutti i tempi. Però, là fuori, gli imbecilli continueranno a essere imbecilli, e gli intelligenti ad essere intelligenti. Con tutto quello che ne consegue.
Tornando a me, ai miei gemelli diversi, all'uso del tempo e alle buone connessioni che si possono creare nella grande rete, continuo dunque a pensare che la sola cosa che possiamo fare sia parlare di ciò che effettivamente facciamo e che assorbe la nostra attenzione in un contesto fatto di pura concretezza.
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